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LENTICCHIE DI S. STEFANO DI SESSANIO

La lenticchia (lens culinaris), è una delle prime piante alimentari usate dall'uomo, al punto che la sua origine viene collocata nel VIII millennio prima di Cristo. Ci sono tracce in Siria e Turchia, anche Assiri, Egiziani e Greci la usavano. Soprattutto, se ne parla nella Bibbia quando si racconta che Esaù vendette la primogenitura a Giacobbe, passo da cui è nata l'espressione: "Vendita per un piatto di lenticchie".

Parlando di lenticchie, la mente corre immediatamente al cenone di S. Silvestro, durante il quale i commensali ingordi "tragugiano" questo legume solo pensando ai soldi; a tanti, tanti soldi che dovranno generare.

Fortuna in affari, vendita della primogenitura, ma anche balsamo per calmare i bollori erotici come suggerisce Castore Durante nel Cinquecento. Altri sostengono che questo legume faccia passare la collera.

Si arriva a somministrare un piatto di lenticchie ai sani per preservarli e ai malati per curarli.

In cucina trova sempre più spazio sia nei piatti tradizionali che in quelli creativi degli chef.

la lenticchia di S. Stefano è considerata dai buongustai e dai più rinomati cuochi la più pregiata fra quelle prodotte in Italia.

In particolare appartiene ai una qualità rara ed antica che viene coltivata soltanto nei terreni di alta montagna. le caratteristiche principali che la contraddistinguono sono il colore marrone scuro, le dimensioni molto piccole, la superficie rugosa e striata e soprattutto il sapore che l'ha resa unica nel suo genere

La raccolta si esegue quando le piante cominciano ad ingiallire: si fa completare il disseccamento e si esegue la trebbiatura.


PIATTO DELLA NONNA

ZUPPA Di LENTICCHIE (antica ricetta dell'800)

 

Ingredienti per 4 persone: lenticchie 500 grammi, aglio, alloro, olio di oliva, sale e pepe.

Preparazione: Se sono le vere lenticchie di S.Stefano di Sessanio non ci sarà bisogno di tenerle in ammollo. Dopo che le avrai ricapate con il capistiere (ru scif), il vassaio di legno intagliato rettangolare, le cuocerai nella pignatta con poca acqua, olio fino, qualche spicchio d'aglio e una foglia di lauro. Fatto ciò le aggiusterai di sale e le farai lessare a lento fuoco per il giusto tempo, mischiando di sovente con la cucchiara di legno. A fine cottura dovranno risultare al quanto addensate. Saranno migliori se le farai riposare al tiepido per qualche ora, aggiungendo, se piace, olio crudo e un odoretto di pepe.

Buon appetito!

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